IN QUESTA SEZIONE ABBIAMO RACCOLTO
ALCUNE  POESIE  NELLE QUALI SI ACCENNA
AL MERAVIGLIOSO MONDO DELLE API....

 

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L'alveare

C'era un grande alveare
con le api a lavorare,
sai qualcuno cosa fece?
Prese il miele e lo mangiò.
E le api anblinbò,
succhian i fiori ancora un pò.

(Arturo Miccoli)

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FELICITA'


C'è un'ape che si posa
su un bocciolo di rosa:
lo succhia e se ne va...
Tutto sommato, la felicità
è una piccola cosa.

(Trilussa)

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La proposta dell’ape

 

Un’ ape nascosta

attende la posta,

aspetta risposta

ad una proposta.

Il cervo volante

Arriva ansimante,

chiedendo permesso

consegna l’espresso.

“ Abbiamo accettato,-

dice il comunicato,

- la vostra proposta

mandata per posta.

Faremo giardini

Per tutti i bambini

Con tanti colori “.

Firmato : i fiori.

 

( Erminia Dell’Oro )

 

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Andate nei vostri campi e giardini,
e imparerete che il piacere dell'ape è raccogliere il nettare del fiore,
E che il piacere del fiore è conceder all'ape il suo nettare.
Poiché il fiore per l'ape è una fonte di vita,
E l'ape per il fiore è una messaggera d'amore.
E per l'ape e per il fiore donarsi e ricevere piacere
è a un tempo necessita ed estasi.

Kahlil Gibran

 

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Giardino d'estate



Nel bel giardino, sotto il sole d'oro,
un ragno tesse la sua tela fina;
fra stelo e stelo, alla sua casettina,
porta un chicco di grano la formica.
Un'ape succhia il nettare d'un fiore.

(C. Betteloni)

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         Dimmi, dimmi, apuzza nica:
unni vai cussì matinu?
        Nun c’è cima chi arrussica
 di lu munti a nui vicinu;
     trema ancora, ancora luci
 la ruggiada ntra li prati:
 duna accura nun ti arru
l’ali d’oru dilicati!
  Li ciuriddi durmigghiusi
ntra li virdi soi buttuni
         stannu ancora stritti e chiusi
cu li testi a pinnuluni.
 Ma l’aluzza s’affatica!
Ma tu voli e fai caminu!
 Dimmi, dimmi, apuzza nica,
unni vai cussì matinu?

 (Giovanni Meli)

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O ape

O ape,

tu voli di fiore in fiore,

prendi il nettare migliore

e lo porti all'alveare.

Poi esci e vai,

di fiore in fiore,

a prendere il nettare migliore

e lo porti all'alveare.

E poi di nuovo via,

di fiore in fiore,

prendi il nettare migliore

e lo porti all'alveare.

O ape,

va che fai proprio una bella vita di m.... !!!   
       
 (
FLAVIO OREGLIO)

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DESIDERIO

L'ape ha fatto il miele sulle sue labbra
Fiore di rosa lontano sbocciato
Lontano troppo da me.   

 
(ANDREA MARLIANI)

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Per fare un prato

Per fare un prato

ci vogliono un trifoglio e un’ape

e il sogno.

Ma basta il sogno

se le api son poche.

(da E. Dickinson, in Le stanze d’alabastro, Feltrinelli)

 

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....il miele è l’epopea dell’amore,

la materialità dell’infinito.
Anima e sangue

dolente di fiori condensati
attraverso
un altro spirito .....

 

(Federico  Garcia  Lorca)

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Eros un giorno
non vide un'ape
fra le rose e fu punto
al dito.
Strillò,
sbatté le mani, 
volò di corsa
dalla bella Citerea
e disse:"Ahi ,mamma!
Io sto per morire !
Un piccolo drago con le ali
mi ha ferito:
lo chiamano ape,
i contadini!".
E lei rispose: "Se il pungiglione 
di un'ape ti fa tanto male,
quanto pensi che soffrano,
Eros, quelli che tu ferisci?".

Anonimo

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Bianca Ape Ronzi

 

Bianca ape ronzi, ebbra di miele, nella mia anima
e ti pieghi in lente spirali di fumo.

Sono il disperato, la parola senza eco,
colui che tutto perse, e colui che tutto ebbe.

Ultima gomena, scricchiola in te la mia ansietà ultima.
Nella mia terra deserta sei l'ultima rosa.

Ah silenziosa!

.....

Bianca ape, assente, ronzi ancora nella mia anima.
Rivivi nel tempo, esile e silenziosa.

Ah silenziosa!

 (Pablo Neruda)

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da... "Il gelsomino notturno"

Un'ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.


(Pascoli)

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L'ape

L'ape gialla
vola, ronza
dentro il calice
d'un fiore.
Succhia il nettare
e l'essenza
provvidenza
del Signore.

(C. Camporiondo)

 

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Api d'oro 
cercavano il miele
dove starà
il miele?
E' nell'azzurro
di un fiorellino,
sopra un bocciolo
di rosmarino.

(Federico Garcia Lorca)

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Le api

Spunta l’aurora. Dal sottil forame

che custodisce il rugiadoso miele

escono le api, e il brulicante sciame

lasciano in fretta e l’alvear fedele.

Quasi che un vivo foco entro vi fosse,

saettan via come faville rosse.

Ed ecco il sole. Né la luce ardente,

paion un nembo di scintille d’oro:

si sparpagliano poi rapidamente

riprendendo ciascuna il suo lavoro:

si tuffano, né l’una a l’altra bada,

né le corolle grevi di rugiada.

Suggono l’api l’anima dei fiori

e né fan miele di sapor soave:

recan messaggi d’innocenti amori,

né l’industre fatica è lor mai grave.

Dopo cento viaggi in un sol giorno

ultimamente a casa fan ritorno.

Sagge e laboriose, api, voi siete

esempio a noi di volontà tenace;

n’apparite perciò festose e liete,

e manco a notte, il buon ronzio si tace.

Trascorrete così vostra giornata,

onorando il Signor che ve l’ha data.

 

(LUIGI ORSINI)

 

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LIRICA 
 
Se Tempo e Spazio, come i Saggi dicono, 
sono cose che mai potranno essere, 
il sole che non cede al mutamento 
non è per nulla superiore a noi. 
Così perché, Amore, dovremmo sperare 
Di vivere un secolo intero? 
La farfalla che vive un solo giorno 
È già vissuta per l'eternità. 
 
I fiori che ti diedi allorchè la rugiada 
Tremolava sul tralcio rampicante, 
prima che l'ape volasse a suggere 
la rosellina di macchia erano già appassiti. 
Così affrettiamoci a coglierne ancora 
Senza tristezza se poi languiranno; 
i nostri giorni d'amore sono pochi: 
facciamo almeno che siano divini. 
 
(THOMAS STEARNS ELIOT)

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Se fossi certa che, finita questa vita,

io e te vivremo ancora -

come una buccia la butterei lontano -

e accetterei l'eternità all'istante.

 

Ma ora, incerta della dimensione

di questa che sta in mezzo,

la soffro come l'ape-spiritello

che non preannuncia quando pungerà.

 Mi son nascosta nel mio fiore,

così che, quando appassirà dentro il tuo vaso,
 
per me tu senta, senza sospettarlo, 

quasi una solitudine.

(Emily Dickinson)

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Alveare di specchi

Voglio perdermi
in un alveare di specchi
solitaria ape
di sorriso e pianto
rifranta in uno sciame
d'altre me stessa infinite
a strisce di giorni e di notti
nella spirale d'un ronzio

sciame senza regine sazie
e fertili uxoricide,

suggere assenzio da una spina
per l'amaro miele del ricordo.

......

Voglio intrecciare le righe
gialle e nere
dei miei giorni e notti
e spegnermi
nel mio alveare di specchi
sterile del miele e della luce
mio inutile pensiero!

(da Alveare di specchi   Gina Labriola)

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Dall'Ape alla Zucca


di
Vago Maria

Vola l'ape
in mezzo ai fiori
sopra e sotto dentro e fuori.
Fa raccolta di colori
per tracciare nel sereno
 il suo mini arcobaleno...

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"....la minima ape
che mesce una coppa di miele,
moltiplica l’estate..”

E. Dickinson

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SOLITARIA ROSA

Carnicina e solitaria rosa

tra bassi origani,

sul tuo lungo stelo

svetti maestosa

nella recondita aiola.

Alla tua corte:

un tiglio ombroso,

tulipani chini

e farfalle, tue ancelle,

dai colori infiniti.

Laboriosa

su te l'ape si posa

e la tua essenza porta,

messaggera accorta,

a tutta la natura.

(Luciano Postogna)

 

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«Anche la primavera ha lavorato a scolpire l’aria:

 ora le foglie hanno strani bagliori,

le api impazzano

e forse basterebbe così poco

per sentirci felici ».

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Duplice è la natura dell’ape

che tra un istante e l’altro può scartare

correre lungo fili invisibili

come deve da una rosa a un’altra rosa

ormai figura del lontano o quasi

sa nascondersi dentro bolle di luce

nell’azzurro dei cieli che bisbigliano.

 

(Massimo Morasso)

 

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"Mi incanta il mormorio di un’ape
qualcuno mi chiede perchè
piu’ facile è morire che rispondere".

(Emily  Dickinson)

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Io ti debbo i racconti più fruttuosi
della mia terra che non dà mai spiga.
e ti debbo parole come l'ape
deve miele al suo fiore.
Perchè t'amo
caro,da sempre, prima dell'inferno
prima del paradiso,prima ancora
che io fossi buttata nell'argilla
del mio pavido corpo.
 

 (Alda Merini)

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"Non so, Dio,quanto miele tu mi donasti:
certo, dalla coppa, tutto lo bevvi.
Quando ogni goccia era finita
sentii che un'ape m'era entrata in petto.
Da quel giorno mi colorai, mi spuntarono le ali:
divenni aria: Mi accordai col vento, le note
gli Splendenti. Punti luminosi e brillanti
diventarono musica, corpo inebriato, canto." 

(Cristina di Lagopesole)

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L'occhio del guidatore allo specchietto
come un'ape va e viene
che voglia fare il miele
in un alveare di sguardi.

(
Valerio Magrelli)

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L’APE

E disse ancora: De le sue corolle:

ch’ape non vide, ch’ape non desia:

l’ombre lei gode, ed essa: altro non volle:

essere volle sopra un’aria pia

come l’incenso de l’incensiere,

di cui l’opra s’adempie in vanir via.

Ma non mancano calici a cui bere,

ciò di cui, paziente anima umana,

a te non piace che l’altrui piacere:

c’è la quercia che in aria s’allontana

e la viola che resta al calcio,

e il fior d’assenzio e il fior di maggiorana.

E quale odore è mai del fior del tralcio!

odor che pare l’ombra del novello

vino che viene. E c’è l’amaro salcio.

In verità ti dico, anima: ornello

o salcio o cardo, ognuno ha la sua fiorita;

amara o dolce; ma sol dolce è quello

che tu ne libi miele de la vita.

(GIOVANNI PASCOLI)

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IL  CANTO  DEL  MIELE


Il miele è la parola di Cristo,
l'oro colato del suo amore.
Il meglio del nettare, 
la mummia della luce di paradiso. 

L'alveare è una stella pura, 
pozzo d'ambra che alimenta il ritmo 
delle api. Seno dei campi
tremulo d'aromi e di ronzii.

Il miele è l'epopea dell'amore, 
la materialità dell'infinito.
Anima e sangue dolente di fiori
condensati attraverso un altro spirito. 

(Così il miele dell'uomo è la poesia
che emana dal suo petto addolorato,
da un favo con la cera del ricordo
creato dall'ape nell'intimità).

Il miele è la bucolica lontana 
del pastore, la zampogna e l'olivo,
fratello del latte e delle ghiande,
regine supreme dell'età dell'oro.

Il miele è come il sole del mattino,
con tutta la grazia dell'estate 
e il fresco antico dell'autunno.
E' la foglia appassita ed è il frumento.
Oh divino liquore dell'umiltà, 
sereno come un verso primitivo!
Tu sei l'armonia incarnata,
lo spirito geniale di liricità. 
In te dorme la malinconia,
il segreto del bacio e del grido.

Dolcissimo. Dolce.
Questo è il tuo aggettivo.
Dolce come il ventre di una donna.
Dolce come gli occhi dei bimbi.
Dolce come le ombre della notte.
Dolce come una voce.
O come un giglio.
Per chi ha in sé la pena e la lira
tu sei il sole che illumina il cammino. 
Equivali a tutte le bellezze, 
al colore, alla luce, ai suoni.

Oh liquore divino della speranza, 
dove anima e materia unite
trovano il perfetto equilibrio 
come nell'ostia corpo e luce di Cristo.

E' la superiore anima dei fiori. 
Oh liquore che hai unito queste anime! 
Chi ti gusta non sa che inghiotte
lo spirito d'oro di liricità.


(FEDERICO  GARCIA  LORCA)

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Le api 

 

 

Quando raggio di sole   

                    Per piccola fissura

Dell’api entrando nella casa oscura, 

Al dolce tepor le riscalda e desta

Escono accese di novella cura

Per la vaga foresta,

Predando disiose or questa or quella

Specie di fior di che la terra  è adorna.

Qual esce fuor, qual torna

Carca di bella et adorata preda;

Qual sollecita e strigne,

Se avvien che alcuna oziosa all’opra  veda;

Altri il vil fuco spigne,

Che invan l’altrui fatica goder vuole,

Così di vari fior, di fronde e d’erba

Saggia  e parca fa il miele, qual di poi serba     

Quando il mondo non ha rose e viole.

                                         (Lorenzo De’ Medici )

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L'ape

Quale che sia, e mortale,
e fina la tua punta,
il mio cestello tenero
non ti velo, ape bionda,
che d'un sogno di trina.

Pungi al seno la bella
mela, cui posa Amore
e vi langue o vi muore;
alla mia carne tonda
e ribelle che affiori
di me vermiglia un poco.

D'un alacre tormento
bramo l'offesa; meglio,
cresciuto e vivo, un male
che una sopita pena.

Illumini il mio senso
l'infima sveglia d'oro,
di cui se privo, Amore
perisce o s'addormenta.

Paul Valery

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